Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, la produzione industriale a dicembre sale dell’1,6% sul mese precedente e dello 0,1% su base annua. “Dato positivo. Il rialzo della produzione, infatti, non solo è consistente ma interrompe una discesa che durava da agosto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “I problemi, però, restano. Il cammino da percorrere per uscire dal tunnel della crisi è ancora lungo. Secondo il nostro studio, se la produzione di dicembre, nei dati destagionalizzati, è positiva su novembre (+0,6%), rispetto ad agosto 2022, ossia al precedente dato congiunturale positivo, siano ancora sotto dell’1,2 per cento (cfr. tabella n. 1), -3,4% per i beni di consumo durevoli, unico dato negativo anche rispetto a novembre. Una cartina di tornasole che attesta la difficoltà delle famiglie. Inoltre se la produzione nel 2022 è salita dello 0,5% rispetto al 2021, si è ancora sotto nel confronto con il dato pre-pandemia del 2019, -0,1%, gap che sale al 2,4% per i beni di consumo non durevoli”, prosegue Dona.
“I dati di oggi attestano l’urgenza di ridare capacità di spesa alle famiglie che, stremate dal caro bollette e dal caro inflazione, rinviano gli acquisti di beni durevoli. Altrimenti il 2023, per quanto tecnicamente non in recessione, vedrà, nonostante il Pnrr, una crescita dello zero virgola, di certo insufficiente per il rilancio del Paese” conclude Dona.
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