“Oltre alle pressioni sui costi a breve termine, l’inflazione dei prezzi alimentari è influenzata da forze strutturali a lungo termine. Queste includono fattori sia globali che nazionali. A livello globale, l’aumento dei redditi, in particolare nei mercati emergenti, ha aumentato la domanda di materie prime agricole, esercitando una pressione al rialzo sui prezzi dei prodotti alimentari in tutto il mondo. A livello nazionale, la crescita della produttività in agricoltura tende a essere inferiore a quella di altri settori. Il cambiamento climatico sta emergendo come un altro fattore chiave: eventi meteorologici estremi, come siccità e inondazioni, stanno diventando più frequenti e possono compromettere gravemente le filiere alimentari”. Lo segnala un’analisi pubblicata sul blog della Bce, ricordando come esempio che le prolungate siccità nel sud della Spagna nel 2022 e nel 2023 hanno portato a forti aumenti dei prezzi dell’olio d’oliva, mentre i prezzi del caffè e del cacao sono aumentati vertiginosamente a seguito delle avverse condizioni meteorologiche in importanti paesi esportatori come il Ghana e la Costa d’Avorio. “Guardando al futuro, è molto probabile che l’impatto di tendenze strutturali come il cambiamento climatico si intensificherà”, segnalano gli analisti della Bce.
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