“Senza questi requisiti che rendono l’opera strategica anche a livello europeo non avremmo superato l’analisi costi-benefici». Così Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e commissario straordinario della nuova diga foranea di Genova che con il suo sviluppo complessivo di 6,2 chilometri si presenta come un progetto strategico di respiro europeo, oltre che nazionale e locale. Il potenziamento del porto di Genova consoliderà il sistema portuale della città ma anche il corridoio Reno-Alpi della rete di trasporto transeuropea TEN-T, di cui diventerà la porta da Sud. “Dighe di queste dimensioni ce ne sono poche”, dice Signorini. “Noi abbiamo aggiudicato i lavori nell’estate scorsa — ricorda Signorini — e l’abbiamo contrattualizzata a novembre, nel pieno della tempesta del caro-materiali prodotta dal conflitto ucraino. Ecco, spero che nei prossimi anni non si ripetano choc di questo tipo”.
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