Barbara Leaf, braccio destro per il Medio Oriente durante la presidenza Biden, e già coinvolta nei negoziati con Teheran sul nucleare ai tempi di Obama, è appena rientrata da una missione fra Qatar ed Emirati Arabi. “Tutti – dice in un colloquio con La Stampa – concordano che indietro con l’Iran non si torna”. Nello specifico, “il vecchio mondo con i suoi equilibri è saltato il 28 febbraio, ora siamo in una dimensione né di guerra né di pace. Gli emiratini che hanno avuto ben 3000 raid ritengono che il conflitto possa riprendere in un attimo e sostengono che proprio questa incertezza sia la cornice entro cui muoversi”. In una nuova normalità potrebbe entrare anche il pagamento del transito per lo Stretto di Hormuz: “Nessun Paese vuole pagare. Su questo c’è intesa totale fra arabi, europei, americani, asiatici. Ma Teheran non cede e sta usando una tattica precisa. Minaccia e negozia partendo dall’idea di un pedaggio. Come se volesse farla passare costringendo i mercantili a cedere e poi a presentare il dato di fatto ai governi: vedete, stanno già ‘versando un contributo…'”. E ancora: “Riconosco che la situazione è complessa, perché francamente Usa ed Europa non sono sulla stessa lunghezza d’onda, non lavorano insieme. Ma gli interessi economici legati a Hormuz sono anche di sicurezza nazionale e ogni governo dovrebbe agire. Gli europei non siederanno al tavolo negoziale, ma possono usare la leva economica verso l’Iran e concordare in anticipo con la Casa Bianca come ricorrere a questa”.
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