“Attualmente una copertura di sette giorni nel Golfo Persico, via Hormuz, è l’1% del valore nave. Prima oscillava tra 0,1 e lo 0,2%. Comunque il traffico su Hormuz continua ad esserci e gli assicuratori la copertura la danno: si tratta semplicemente di andare a negoziarla, di volta in volta, con quelli che offrono il deal migliore”. Così Andrea Risso, della società di brokeraggio marittimo Cambiaso Risso, in un colloquio con il Sole 24 Ore. Che la questione sia spinosa lo dimostra il fatto che Ania, l’associazione nazionale che raggruppa le imprese assicurative, ha riunito, in via straordinaria, il gruppo di lavoro permanente sul tema, per analizzare la situazione. Le coperture per i danni a corpo e macchine (quella che è una sorta di kasko per le auto), al momento, sono circa 10 volte di più di quanto fossero prima degli attacchi di Usa e Israele.
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