“Dobbiamo vedere come andrà a finire. Possono esserci opinioni diverse su ciò che hanno fatto gli Stati Uniti, ma alla fine, il punto centrale, ossia che l’Iran non debba avere un’arma nucleare, è corretto. Poi si può discutere di come arrivare al risultato. E perché questa guerra finisca deve essere chiaro che il tema del nucleare va affrontato e che lo Stretto di Hormuz deve essere aperto e non soggetto a restrizioni”. Lo dice l’ex inquilino di Downing Street, Tony Blair, in una intervista a Repubblica. Gli effetti di questo conflitto possono mettere a rischio la stabilità dei Paesi del Golfo: “In realtà credo che siano Paesi intrinsecamente stabili, proprio perché stanno diversificando le loro economie e si stanno muovendo in una direzione moderna – spiega Blair -. Ma certo, sì, tutto questo li ha colpiti più duramente di chiunque altro”. E poi: “L’Europa e il Golfo hanno molto in comune. Entrambi si trovano di fronte a grandi potenze, essenzialmente ostili. Ed entrambi dipendono dall’America, ma sono incerti su che cosa significhi quella partnership per il futuro”.
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