“Netanyahu ha un interesse personale e politico ad andare avanti su tutti i fronti: ma mentre quando procede allo sterminio dei palestinesi a Gaza provoca un moto di esecrazione collettivo, quando dirige i suoi missili sull’Iran sa che il suo grado di impopolarità diminuisce. Perché, scusi il cinismo, ma molti pensano che Israele stia facendo il lavoro sporco per tutti”. Così Pier Ferdinando Casini, senatore indipendente eletto nelle liste del Pd. In un colloquio con La Stampa spiega: “Netanyahu ha una posizione lucida, su cui evidentemente esprimo un totale dissenso, che è quella di continuare la guerra a ogni costo. Azzerati Hamas e Hezbollah, ora si è posto il problema dell’Iran. Ma era scritto che succedesse. E mi colpisce il ruolo di Trump”. Che “o è complice, o è incapace di fermare Netanyahu: in ogni caso mi sembra subalterno al premier israeliano”. Poi su Putin potenziale mediatore: “Una follia allo stato puro. Dare le chiavi di questo conflitto a Putin, al principale responsabile di un’altra guerra catastrofica, è come consegnare ai ladri le chiavi di una banca”.
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