“Nel conflitto tariffario con gli Stati Uniti l’Europa deve difendere senza esitazione i propri interessi. E no, la globalizzazione non è ferma, ma sta rallentando. Sono molto più preoccupato dai livelli di debito che da questo elemento”. Così Jean-Claude Trichet, già presidente della Banca centrale europea. In una intervista a La Stampa aggiunge: “L’Europa parte da una posizione di relativa forza. È già una federazione in materia di negoziazioni commerciali, uno dei pochi ambiti dove la competenza è davvero condivisa a livello europeo. Questo ci consente una capacità negoziale rafforzata. Detto ciò, dobbiamo difendere i nostri interessi senza esitazioni. Finora, credo sia stato fatto in modo corretto. Ma aggiungo un punto cruciale”. Ovvero che “spesso si parla solo del disavanzo commerciale bilaterale statunitense nei beni, ma si trascura il fatto che gli Stati Uniti hanno un forte surplus nei servizi. Questo contraddice la narrativa di un disavanzo complessivo. È fondamentale che l’Europa inserisca anche questo elemento nel dibattito negoziale, perché negli Usa si parla quasi esclusivamente del manifatturiero, un settore politicamente sensibile in chiave elettorale”.
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