“Non siamo qui oggi per chiedervi di autorizzare una nuova missione militare, che prevede prima una vera tregua, poi una cornice giuridica e infine l’autorizzazione del Parlamento, né un ampliamento del perimetro operativo di quelle in estere, già definito al Parlamento. Ci muoviamo, cioè, vorrei fosse chiaro, all’interno delle prerogative attribuite al Ministro della Difesa nel quadro delle missioni militari all’estero già autorizzate dalle Camere”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in audizione con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, presso le Commissioni riunite di Esteri e Difesa Senato sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
“Quindi, anche se non vi era l’obbligo, abbiamo ritenuto doveroso condividere con voi, con la massima trasparenza, il pieno rispetto delle istituzioni, le valutazioni e le misure prudenziali che il Governo sta progressivamente predisponendo, in linea con quanto sta prendendo forma sul piano internazionale nelle ultime settimane. Con i nostri paesi partner abbiamo registrato una piena convergenza su alcuni principi fondamentali: la necessità di garantire la sicurezza della navigazione in uno dei punti strategicamente più sensibili del mondo e al tempo stesso la volontà di mantenere ogni iniziativa rigorosamente separata dal conflitto. L’obiettivo condiviso resta quello di favorire il più velocemente possibile, attraverso un’azione coordinata della comunità internazionale, un ritorno a condizioni di stabilità e normalità nella navigazione marittima nell’area di Hormuz”, precisa Crosetto.
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