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Iran, economista Rogoff (Harvard): Trump ha smosso nido vespe, ondata di inflazione

“Gli investitori stanno abbandonando tutte le valute. È davvero notevole, i tassi di interesse di mercato sono saliti in tutto il mondo. Di solito, se c’è una guerra o una situazione molto instabile nel mondo, mi aspetterei di vedere il rendimento dei titoli del Tesoro americani a dieci anni scendere dell’1,5%”. Così l’economista di Harvard Kenneth Rogoff in un colloquio con il Corriere della Sera. “Penso che gli investitori considerino tutte le obbligazioni nelle principali valute meno sicure di prima. L’Europa è in difficoltà, gli Stati Uniti e il Giappone anche. Vedo dei parallelismi con gli anni 70, per ora in misura moderata. Ma quasi tutti capiscono che ci saranno forti pressioni di spesa per la difesa, e per molto tempo. Non credo che qualcuno in questo momento consideri gli Stati Uniti, ma anche l’Europa, particolarmente sicuri”, aggiunge. Discorso diverso per la Cina, favorita dalla guerra: “Gli Stati Uniti hanno deciso di entrare in questa guerra. Se avessero ottenuto una vittoria netta e il regime fosse stato sostituito da un governo più moderno e aperto al mondo, sarebbe stato un grande successo di Donald Trump. Non sappiamo come finirà. Ma c’è una possibilità concreta che gli Stati Uniti ne escano piuttosto male, se dovessero lasciare con l’Iran che controlla ancora Hormuz. Sarebbe la più grande sconfitta dell’America dal Vietnam”. E lo scenario sarebbe ottimale per Pechino: “Sarebbe positivo per la Cina, è fuori discussione. La guerra non è ancora finita e tutto è possibile. Ma se anche gli Stati Uniti avessero una grande vittoria, andiamo sempre di più verso un mondo diviso. La Cina si presenterà agli altri governi come il Paese amico, quello che non invade ed è felice di commerciare con tutti. E immagino che molti siano sensibili a questo messaggio, anche in Europa”.
E ancora: “Credo che alla fine ci troveremo in un mondo più frammentato, qualunque cosa accada. Quando questa guerra si fermerà, la situazione potrebbe calmarsi per un po’, ma poi riesplode. Trump ha smosso un nido di vespe”. E’ prevedibile che ci sia anche un’ondata d’inflazione: “Nel mio ultimo libro, l’anno scorso la prevedevo fra cinque o dieci anni. Ora direi fra quattro o cinque anni. La politica di bilancio è fuori controllo in tutte le economie e sicuramente negli Usa. L’indipendenza della banca centrale è sotto attacco in America e ci sono le enormi pressioni ad aumentare la spesa militare. Tutti vorranno farlo, anche Paesi come l’Italia”.

redazione

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