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Iran, Fabrri (Hera): Incertezza peserà molto, serve diversificare fonti energia

Per Cristian Fabbri, presidente esecutivo di Hera, “il vero tema è avere quanta più diversificazione possibile di fonti energetiche”. In una intervista a Il Corriere della Sera spiega che il segreto per uscire da una situazione di impasse è “diversificare. Per esempio in Italia abbiamo ancora centrali a carbone in stand-by che vennero usate nella crisi del 2022-23. Dal punto di vista ambientale non è positivo riattivarle, dato che producono più emissioni di carbone rispetto al gas a parità di energia prodotta, ma sono una fonte attivabile in caso di necessità. Poi occorre avere più fornitori. Oggi l’Europa ha capacità di importare gas attraverso navi gnl più ampia del passato, peccato che il conflitto abbia colpito il Paese che ne produce il 20%”. E ancora: “L’energia verde sta crescendo, vedo sempre più clienti attenti a questo tema, che cercano di aumentarne la produzione in casa o in fabbrica. È una strada che suggeriamo, anche lavorando sui centri di consumo che sono vicini ai nostri clienti senza passare dalla rete. Con lo scoppio della guerra in Ucraina molte aziende hanno cominciato a ridurre i consumi, a produrre energia rinnovabile in proprio o comprarla con contratti di approvvigionamento di lungo termine”.
Fabbri infine precisa: “I prezzi si sono alzati: prima di Natale il gas con consegna ad aprile era quotato a 25 euro al megawattora al Ttf, ora la consegna ad aprile al Ttf viene quotata a 50 euro al megawattora: il doppio. La volatilità è legata all’aspettativa di durata del conflitto: il mercato dunque è in attesa di capire cosa succederà. Se guardiamo avanti ai prezzi, il mercato dice che questo prezzo di aprile si protrarrà per tutto l’anno e in inverno sarà il 10% più basso. Questo è un problema per il riempimento degli stoccaggi: da aprile infatti inizia la campagna di iniezione, in Italia dovranno essere reintegrati circa 10 miliardi di metri cubi, a livello europeo 70 miliardi. E se il prezzo invernale sarà più basso di quello estivo difficilmente ci saranno le condizioni per riempirli senza interventi normativi coerenti con quelli già attuati negli anni passati in simili condizioni”.

redazione

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