Dopo Camp Singara a Erbil, un’altra base italiana è stata presa di mira dai droni dell’Iran. Per il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato maggiore della Difesa l’attacco al contingente tricolore di Ali Al Salem in Kuwait è un messaggio chiaro: “Gli iraniani non vogliono avere nessuno che sia presente sul teatro bellico, qualsiasi presenza straniera è sgradita”. In una intervista a La Stampa poi spiega: “Si vuole dissuadere l’Italia dal fare qualsiasi cosa, su questo non c’è il minimo dubbio, come confermano le dichiarazioni dell’ambasciatore iraniano che sono state molto esplicite da questo punto di vista. Il che deve alzare il nostro livello di controllo e di supervisione. Il rischio non è solo quello che si corre in prima linea, ma anche quello che si corre nelle retrovie. L’Iran ha passato decenni ad organizzare e a potenziare le proprie capacità nel campo del terrorismo, per cui c’è questo pericolo che dobbiamo prendere in considerazione”. E ancora. “Sarebbe un modo per i leader iraniani di mettere in difficoltà i Paesi occidentali con qualche azione eclatante”.
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