“Dal punto di vista direzionale, un balzo dei prezzi dell’energia esercita una pressione al rialzo sull’inflazione, soprattutto nel breve termine, e un simile conflitto sarebbe negativo per l’attività economica. L’entità dell’impatto e le implicazioni per l’inflazione a medio termine dipendono dall’ampiezza e dalla durata del conflitto. La Bce monitorerà attentamente gli sviluppi” del conflitto in Medioriente. Lo afferma Philip R. Lane, membro del comitato esecutivo della Bce al Financial Times. “Un’escalation del conflitto in Medioriente – dice – è stato uno dei principali scenari di rischio monitorati dalla Bce. Lo staff dell’Eurosistema ha pubblicato un’analisi di scenario a dicembre 2023 che indicava un’impennata sostanziale dell’inflazione legata al settore energetico e un brusco calo della produzione qualora un conflitto portasse a un calo persistente delle forniture energetiche e a interruzioni dell’attività economica regionale. L’impatto sarebbe amplificato se desse origine anche a una rivalutazione del rischio sui mercati finanziari”.
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