Secondo un’analisi dell’agenzia Reuters riportata dal Corriere della Sera, fino adesso il costo della guerra è stato di 25 miliardi di dollari. Conto presentato alle grandi aziende mondiali da Stati Uniti, Israele e Iran. Una cifra, si legge, verosimilmente destinata a crescere. L’analisi di Reuters, costruita sulle comunicazioni agli investitori di centinaia di società quotate tra America, Europa e Asia, mostra come il conflitto stia rapidamente trasformandosi in una pressione sistemica sui bilanci delle imprese. Non solo petrolio più caro, ma trasporti più costosi, materie prime difficili da reperire, rotte commerciali rallentate e consumatori più prudenti. Reuters riporta ancora che almeno 279 società hanno già collegato la guerra a misure straordinarie: aumenti di prezzo, riduzione della produzione, sospensione di buyback e dividendi, cassa integrazione, sovrapprezzi sui carburanti e richieste di sostegno pubblico. Un riflesso difensivo che ricorda quanto la geopolitica sia tornata a pesare sui conti economici dopo anni di globalizzazione relativamente stabile.
Secondo i dati diffusi dall'Amministrazione generale delle dogane cinese, nel periodo gennaio-aprile la Cina ha…
Secondo i dati diffusi dall'Amministrazione generale delle dogane cinese, ad aprile il valore delle forniture…
"La notizia in sé è buona, ma non basta un annuncio per capire il senso…
"Putin non se la passa bene. Lo rivela il fatto che Xi ha detto a…
"Il governo vorrebbe, ma non può liberarsi dall'abbraccio mortale di Donald Trump". Così il capogruppo…
Inizio di giornata con il prezzo del gas ancora in ascesa. Al Ttf di Amsterdam…