“Gli americani adesso, dopo aver eliminato Khamenei insieme con gli israeliani, sono concentrati al cento per cento per identificare un nuovo vero capo nel caos di centinaia di fazioni iraniane. Qualcuno in grado di prendere in mano la situazione, di far finire la carneficina per le strade, di assumersi la responsabilità di trattative internazionali in direzione di un modus vivendi accettabile”. Così Moisés Naím, già direttore della rivista Foreign Policy e ministro dell’industria venezuelano, oggi saggista geopolitico del Carnegie Endowment for International Peace di Washington. In un colloquio con Repubblica spiega cosa lo inquieta maggiormente: “Oltre ovviamente alla perdita di vite umane, la furia incontrollata con cui gli iraniani hanno risposto all’attacco, senza apparentemente alcuna coerenza né disegno strategico. Ora si tratta non solo di rinnovare un capo ma un’intera classe dirigente”. E ancora. “Una cosa è non aver buon vicinato, un’altra è bombardare l’aeroporto di Dubai, un condominio a Beit Shemesh in Israele, l’isola-resort di Palma ancora negli Emirati. Ripeto, tutto questo indica la mancanza di una linea offensivo-difensiva di comportamento. Si andrà avanti così ancora per molte settimane o più ancora, finché non si capirà chi ha il controllo delle milizie. Si è creato il caos, e dei nemici armati, laddove prima ci si guardava solo in cagnesco: ricorda quanto accaduto in Libia o in Iraq”.
"Paesi di tutto il mondo sono determinati a usare ogni possibile misura diplomatica, economica e…
"E' ora che l'Iran faccia un accordo prima che sia troppo tardi e che non…
Questo pomeriggio un razzo, la cui origine è ancora in fase di accertamento, ha colpito…
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini in queste ore è al…
L'Iran sta elaborando un protocollo con l'Oman per monitorare il traffico nello Stretto di Hormuz,…
Il Gruppo Fs chiude in 2025 con il ritorno all'utile per 30 milioni di euro…