“Il regime degli Ayatollah è sanguinario, ma quando si infrange il principio del diritto internazionale si apre una frattura insidiosa per tutta l’umanità”. Così lo scrittore Javier Cercas sul quadro geopolitico del Medio Oriente. “Siamo davanti a una situazione estremamente pericolosa, non solo per una regione già instabile, ma per l’intera umanità. Quando si incrinano gli equilibri globali, il rischio di un effetto domino è sempre reale”, dice in un colloquio con La Stampa. Poi sul presidente degli Stati Uniti: “Donald Trump è un uomo imprevedibile, che appare guidato anzitutto da se stesso, dai propri interessi e da una visione personale del potere. È un leader che incute timore. Il regime della Repubblica Islamica è atroce: reprime e uccide la sua stessa popolazione. Questo è fuori discussione. Allo stesso tempo trovo incomprensibile la clamorosa contraddizione in cui cadono molte posizioni occidentali”. Nello specifico: “Si condanna – giustamente – la guerra illegale in Ucraina, che rappresenta una violazione evidente dell’ordine internazionale, e allo stesso tempo si finisce per giustificare o accettare un’altra azione militare che si muove fuori da quella stessa legalità. Questo è il punto decisivo: quando si infrange il principio del diritto internazionale, si apre una frattura che riguarda tutti. Non esistono guerre illegali ‘giuste’ e guerre illegali ‘sbagliate’. Esiste un ordine che o vale sempre, oppure non vale più”.
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