Per riaprire lo stretto di Hormuz dove transita il petrolio mondiale serve “un enorme sforzo diplomatico” e “una strategia che superi il solo pattugliamento navale”. Lo dice il sottosegretario alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago. “La priorità assoluta resta la cessazione delle ostilità e la riapertura di quel passaggio, un canale fondamentale per l’economia globale visto che vi transita il 20% del greggio mondiale”, spiega in un colloquio con La Stampa. L’attuale fase ad altissimo rischio “impedisce la navigazione in sicurezza nonostante gli sforzi americani, rendendo urgente un approccio che porti la diplomazia a prendere il sopravvento attraverso un tavolo negoziale capace di ripristinare gli equilibri del commercio mondiale ormai alterati”. In questo scenario, Roma accelera: “Sono già in corso riflessioni avanzate per sostenere la difesa di alcuni Paesi partner che hanno chiesto formalmente l’intervento italiano per la fornitura di sistemi di protezione di difesa aerea e antimissile e antidrone”, con riferimento al Golfo Persico.
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