“Il Medio Oriente è una delle destinazioni che stanno crescendo di più, per cui non possiamo permetterci di perderla. La guerra genera nuova incertezza. Il prezzo del gas e del petrolio sono saliti, i traffici marittimi attraverso Hormuz sono in calo. Ostacoli che vanno ad aggiungersi a quelli pre-esistenti a partire dai dazi americani”. Lo dice il presidente di Ice Matteo Zoppas in un colloquio con il Corriere della Sera. Ma Zoppas non è completamente pessimista: “Nonostante i dazi e il contesto non certo favorevole, nel 2025 l’export italiano ha continuato a crescere. I nostri imprenditori sono bravissimi. In questi anni il tessuto produttivo italiano ha dato prova di una straordinaria capacità di adattamento ai continui choc, dalla pandemia al conflitto in Ucraina, dal blocco di Suez ai dazi. Il tema è capire quanto durerà questa nuova guerra”. E ancora: “Bisogna vedere anche se gli attacchi ai Paesi del Golfo continueranno. Se il problema in quell’area non si risolve in tempi brevi, l’impatto sarà maggiore sia sul fronte energetico — con ripercussioni poi su tutta la catena produttiva, soprattutto per le imprese più energivore — che su quello dei costi logistici”.
Zoppas racconta ancora: “La Farnesina ci ha subito chiesto di mettere in campo delle misure di supporto. Insieme a Simest e Sace stiamo lavorando a un pacchetto per aiutare le imprese”.
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