Categories: EsteroBreaking News

Iran, ex premier Aznar: Bisogna finire lavoro, poi nuovo Patto Atlantico

“Serve intelligenza: pensare nell’interesse dell’Europa, recuperare i valori, il senso vero della nostra alleanza con gli Stati Uniti. Questo significa aiutare gli Usa in un momento critico in Medio Oriente. Poi ridefinire l’alleanza, rinnovandola sul piano politico, economico e della sicurezza”. Lo dice al Corriere della Sera l’ex premier spagnolo José Maria Aznar. “C’è un dilemma fra fare qualcosa o non fare nulla. L’influenza dell’Europa è diminuita ovunque, anche in Medio Oriente. E l’unico modo per recuperare è essere parte di un’operazione che lì forzi un nuovo ordine”, aggiunge. Poi parla di Pedro Sanchez e del rifiuto all’uso delle basi agli Usa: “Sta cercando di muovere la sinistra, quella radicale, e di recuperare spazio tra quegli elettori per il Partito socialista. Questo non è un calcolo politico, ma di partito. Un premier serio non può mai mettere l’interesse personale al di sopra di quello del Paese e della nazione”. E poi sul governo spagnolo: “Abbiamo cattive relazioni con gli Usa e Israele. Difendiamo la posizione di Maduro e i criminali di guerra in Venezuela; siamo amici di Hamas, di Hezbollah, degli ayatollah in Iran. È la conseguenza di un governo espressione del populismo radicale. Il populismo è la peggior cosa oggi in politica: sia a destra sia a sinistra. È un nemico molto serio delle democrazie e della libertà”.
Aznar torna sulla guerra e sull’Europa: “Due o tre anni fa l’Iran, con Hezbollah, con milizie in Yemen, alcune in Iraq e organizzando il finanziamento di Hamas, era in una posizione molto forte. Oggi è totalmente diverso ed è meglio per l’Europa perché bisogna cercare di ricreare un nuovo ordine in Medio Oriente, che non sia basato su un regime terroristico che finanzia il terrorismo, esporta violenza, tortura e uccide il suo popolo. Forse in Europa alcuni non lo capiscono. Poi le scelte, negli ultimi decenni, sull’energia e sul clima sono state molto negative. La nostra dipendenza energetica è una delle ragioni della mancanza di competitività. L’Europa deve essere attiva e utile con i suoi alleati, aiutandoli a cambiare il quadro in Medio Oriente”. E infine: “Il peggior risultato sarebbe fermarsi ora. Non ci porterebbe da nessuna parte. Bisogna finire il lavoro».

redazione

Recent Posts

Ucraina, Kallas: Attacchi ibridi campanello d’allarme per Paesi più tiepidi su sanzioni

"Questi attacchi ibridi in tutta Europa credo che siano anche un campanello d'allarme per i…

40 minuti ago

Borse, in Asia crolla indice Nikkei (-2,96%). Shanghai perde lo 0,87%

Le difficoltà della finanza mondiale e la crisi generata dalla guerra del Golfo inchiodano le…

52 minuti ago

Gas, Snam: per biometano sfida finale tra F2i, Edison e Retina

Va verso le battute finali il processo di vendita di Bioenerys, la controllata di Snam…

55 minuti ago

Ambiente, Gallone (Ispra): Nostri mari bollono, ad agosto Mediterraneo oltre 26,5°

"Gli ultimi dati Ispra ci confermano che i nostri mari sono sempre più caldi; nello…

58 minuti ago

Gas, prezzo continua a salire: 73,61 euro/MWh al Ttf di Amsterdam (+1,93%)

La situazione geopolitica e nello specifico il conflitto nel Golfo rendono il prezzo del gas…

1 ora ago

Clima, rapporto agenzia Onu: Inevitabile superare soglia 1,5°C, imparare a gestirlo

Il pianeta supererà presto la soglia di riscaldamento di 1,5 °C, l'obiettivo più ambizioso dell'Accordo…

1 ora ago