“Non sono un appassionato di caccia al tesoro, a meno che ovviamente non si tratti di the. La manovra è un atto programmatico di politica economica, non una lista della spesa.
Il quadro delle risorse sarà definito dopo la presentazione della Nadef. Le risorse arriveranno dagli spazi di bilancio e dalla cancellazione di misure che non hanno un impatto effettivo sulla crescita del Paese”. Così Federico Freni, sottosegretario all’Economia, in una intervista a Repubblica. “La definizione di un livello di imposizione fiscale minimo globale non è un atto unilaterale del governo: è prevista da una direttiva Ue, che intendiamo recepire per attuare un intervento giusto e necessario. Nessun intento persecutorio, ma una tassazione destinata a sostenere le fasce più deboli della popolazione”, aggiunge parlando della tassa sulle multinazionali. Freni spiega ancora: “Per noi è fondamentale che nel nuovo Patto non vengano conteggiati gli aumenti di spesa in alcuni settori strategici, funzionali a garantire la crescita e lo sviluppo del Paese”. Il punto più controverso è “la suddivisione dei Paesi dell’Unione in tre fasce, in riferimento alle traiettorie tecniche di correzione dei conti. L’Italia non merita di giocare in serie C: a fronte di una manovra improntata alla prudenza e a scelte responsabili sui conti pubblici, non possiamo accettare una simile penalizzazione. La collocazione in terza fascia non consentirebbe all’Italia di garantire il proprio rating in modo adeguato”.
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