“Il governo ha presentato un Piano strutturale di bilancio che assume nei fatti le politiche di austerità imposte dal patto di stabilità europeo che per i prossimi 7 anni prevede tagli ogni anno per 13 miliardi ed il vincolo che la spesa pubblica non possa crescere più dell’1,5% ogni anno”. Così maurizio Landini, leader della Cgil. In una intervista a La Stampa spiega: “noi coi sindacati europei, a differenza del governo che ha votato queste nuove regole, abbiamo sempre detto che questo non è quello che serve all’Europa e all’Italia. Perché la crisi del modello industriale europeo ed i ritardi che si sono accumulati sono proprio frutto dei tagli che ci sono stati sullo stato sociale, dei mancati investimenti, dell’aumento della precarietà e la conseguenza riduzione dei salari. E poi non si sta discutendo solo la legge di bilancio del 2025 ma il governo, senza discutere con nessuno, ha impegnato il Paese per i prossimi 7 anni andando ben oltre la legislatura”. Per Landini la soluzione c’è: “Occorre una vera riforma fiscale visto che l’evasione nel nostro paese vale 90 miliardi di euro e che la tassazione sul lavoro dipendente e sulle pensioni è più alta di quella sul lavoro autonomo, della tassazione della rendita finanziaria e di quella sugli immobili. Questa è un’ingiustizia non più accettabile”. E sugli extraprofitti: “Io non voglio parlare di extraprofitti voglio parlare di profitti che hanno avuto negli ultimi anni una crescita record su cui – insisto – il prelievo è molto più basso di quello applicato al lavoro dipendente. Serve una progressività strutturale e certamente non può essere un’una tantum, un contributo di solidarietà come qualcuno dice”.
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