“Quella con l’America non è la prima battaglia sulle terre rare ingaggiate da Pechino”. Lo dice l’economista Marco Magnani, autore del saggio ‘Il grande scollamento’ sul post-globalizzazione. In un colloquio con Affari&Finanza spiega: “Fra il 2005 e il 2010 fu il Giappone a fare le spese dell’aggressività cinese con embarghi a raffica nelle terre rare causati dalla disputa territoriale sulle isole Senkaku. Il Giappone ha imparato la lezione e ha diversificato le sue fonti di approvvigionamento, dall’Australia ad avveniristiche ricerche sui fondali marini, diminuendo la sua dipendenza dalla Cina dall’80 al 60% e in prospettiva anche meno. Invece l’America, che pure era stata messa sull’avviso, non ha fatto niente di tutto questo ed è rimasta dipendente da Pechino”.
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