“Il settore delle materie prime ha chiuso la prima metà del 2025 su basi più solide, con il Bloomberg Commodity Total Return Index in rialzo del 5,5%. Questo guadagno segue un periodo volatile in cui il peggior trimestre degli ultimi due anni (-2,7% nel secondo trimestre) è stato più che compensato dal migliore degli ultimi quattro anni (+8,9% nel primo trimestre)”. E’ quanto si legge in una analisi di Saxo Bank che precisa: “Nel primo semestre, la maggior parte dei guadagni dell’indice è derivata da soli quattro contratti: oro (+24,4%), argento (+22,9%), rame (+24,9%) e bestiame vivo (+18,1%). Al ribilanciamento annuale dell’indice a inizio gennaio, questi mercati rappresentavano il 27,8% dell’indice e la loro solida performance ha portato tale quota a quasi un terzo, sottolineando la loro enorme influenza sui rendimenti dell’indice in vista del secondo semestre”.
Guardando avanti, “le forze in atto di deglobalizzazione, decarbonizzazione, spesa per la difesa, dedollarizzazione, demografia, urbanizzazione e cambiamento climatico continuano a gettare le basi per un potenziale mercato rialzista delle materie prime. Probabilmente, quel ciclo è già iniziato tra il 2020 e il 2022, catalizzato dagli stimoli post-Covid e dalla guerra in Ucraina. Le materie prime possono oscillare lateralmente per anni quando domanda e offerta sono in equilibrio, ma quando un tema macroeconomico prende piede, può innescare i cosiddetti supercicli”, sottolinea ancora l’analisi di Saxo Bank. “Con la maggior parte delle “D” menzionate che richiedono un elevato consumo di risorse, rimaniamo generalmente ottimisti sui metalli preziosi e industriali”.
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