Sul Mercosur il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sostiene che “non abbiamo cambiato linea”. E spiega che “abbiamo sempre detto che l’accordo può rappresentare un’opportunità per settori come l’industria, il vino e i formaggi, ma che rischia di penalizzare altri comparti, dal riso alle carni rosse. È passata la nostra proposta di un fondo che assicurasse i comparti rispetto a sbilanciamenti e penalizzazioni con più di 6 miliardi nel quadro finanziario pluriennale. Fin dall’inizio abbiamo lavorato per convincere l’Unione europea a introdurre condizioni di reciprocità e clausole di salvaguardia: quando e se sarà approvato, l’accordo invece prevede che se i prezzi crollano oltre il 10% anche solo in un Paese, viene sospeso. È un principio di buon senso: non si può sacrificare un intero comparto in nome di un presunto beneficio collettivo”. In una intervista a La Stampa dice: “Parliamo di un’intesa in cui l’Italia è stata decisiva: senza i nostri dubbi non ci sarebbe stata trattativa, con un “sì” immediato avremmo avallato tutto mentre con un “no” avremmo prodotto una minoranza di blocco. Invece abbiamo aperto la strada a un confronto vero grazie al lavoro del collega Tajani, di Raffaele Fitto, della nostra diplomazia e soprattutto di Giorgia Meloni, hanno lavorato con equilibrio e fermezza. Ora il testo va letto con attenzione insieme alle associazioni agricole, che abbiamo sempre consultato prima di assumere ogni decisione”.
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