“Dobbiamo necessariamente focalizzare la nostra attenzione e quella delle del mondo accademico, del mondo scientifico, sulla prevenzione è stata un po’ la gamba debole di questo tavolo a tre gambe”.
Lo ha detto il ministro della protezione civile, Nello Musumeci, a ‘Mattino Cinque’. “Siamo bravissimi e apprezzati in tutto il mondo nella gestione delle emergenze – ha spiegato – riusciamo a ricostruire laddove la natura ha distrutto, anche se la ricostruzione è ancora troppo costosa e richiede particolare tempo, ma della prevenzione ci siamo occupati assai poco”.
“Un po’ perché siamo un popolo di fatalisti, diciamolo – ha detto Musumeci – siamo un popolo rassegnato, un popolo disincantato, un po’ perché prevenire dire non è una priorità politica. C’è una parte della politica che ritiene che prevenire a babbo morto, cioè, in assenza di una calamità non produce consenso. Farlo dopo 10-20 morti, farlo dopo che la calamità è diventata notizia di prima pagina…allora sì, diventa importante e costruisce consenso”.
“Questa cultura, purtroppo, deve essere necessariamente modificata – ha concluso il ministro – ed è per questo che il governo Meloni sta lavorando mettendo la prevenzione strutturale e non strutturale al primo posto, perché noi dobbiamo necessariamente contenere gli effetti delle calamità, anche non potremmo mai evitare”.
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