Sogin accelera nel decommissioning, lo smantellamento delle quattro ex centrali nucleare. Ma parallelamente guarda anche alle prospettive di sviluppo su altri fronti, in un’Italia che proprio in questi giorni ha in Parlamento l’approvazione delle delega propedeutica a riportare la produzione di energia nucleare nel Paese. Lo riporta il Corriere della Sera che cita anche le parole dell’ad Fina Luca Artizzu: “Sono state superate le difficoltà iniziali quando avevamo pochi contratti da lavorare, pochi cantieri aperti e l’avanzamento non stava andando con il giusto ritmo e, soprattutto, fondi rischi da accantonare per oltre 90 milioni. Adesso la crisi economica è risolta, il decommissioning è al 47,7% del totale calcolato in valore economico ed è instradato su binari solidi. Quest’anno abbiamo in corso gare per oltre 420 milioni e ho dato un obiettivo per superare la quota di un altro centinaio di milioni. La media annua storica è attorno ai 90–95 milioni all’anno e partivamo molto più sotto questo numero”.
Oltre mezzo miliardo di valore per lavori messi a gara quest’anno. Gli appalti riguardano la costruzione di impianti per il trattamento di rifiuti nucleari, altri depositi temporanei e smantellamento vero e proprio. Alle gare partecipano soprattutto le aziende italiane, spesso attive nei territori che ospitano le ex centrali. “Oggi — dice ancora Artizzu — si può parlare per Sogin come di un’azienda che può avere la legittima aspettativa di pensare anche allo sviluppo futuro”.
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