I metalli preziosi ampliano le perdite, con l’oro spot che si è riportato sotto la soglia dei 4.000 dollari l’oncia (-3,3% a 3.973 dollari/oncia), segnando un ulteriore peggioramento del sentiment sul metallo prezioso. Il movimento ribassista si inserisce in un contesto dominato dalle attese di una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve e da un progressivo raffreddamento della domanda di beni rifugio. Le indicazioni emerse dall’ultima riunione della banca centrale statunitense, che ha lasciato i tassi invariati ma ha aperto alla possibilità di ulteriori rialzi, continuano a sostenere il dollaro e a penalizzare gli asset non fruttiferi come l’oro. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha ribadito la priorità del ritorno alla stabilità dei prezzi, rafforzando l’orientamento restrittivo del mercato.
Parallelamente, anche l’argento ha registrato un forte arretramento, scendendo a 58,4 dollari l’oncia con una flessione del 5,2%, in un movimento che riflette la stessa dinamica di riduzione dell’esposizione ai metalli preziosi in un contesto di maggiore avversione al rischio.
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