Le scorte globali di greggio e prodotti raffinati – cui si continua ad attingere per colmare la mancanza di forniture dal Golfo Persico – sono già crollate ai minimi da otto anni secondo Goldman Sachs, pari a 101 giorni di domanda e avviate a scendere a 98 giorni a fine mese. Lo riporta Il Sole 24 Ore, sottolineando che anche se lo Stretto di Hormuz riaprisse domani questo non basterebbe ad evitare un ulteriore svuotamento dei depositi, a livelli tali da metterne a rischio l’operatività: situazione a cui si potrebbe arrivare ai primi di giugno secondo diversi analisti e che potrebbe infiammare i prezzi del greggio fino a 200 dollari al barile e oltre, per forzare ulteriori riduzioni della domanda.
Come rileva ancora il quotidiano di Confindustria, l’ennesimo segnale negativo sul fronte delle scorte è arrivato ieri dagli Stati Uniti, dove c’è stata nel complesso una nuova riduzione di 11,1 milioni di barili secondo i dati settimanali Eia, che coprono fino al 1° maggio.
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