“Le sanzioni stanno avendo anche un impatto importante sugli europei, i segnali negativi – inflazione alle stelle, i prezzi dell’energia – sono ormai conclamati. La Russia invece continua a vendere il suo petrolio su altri mercati, magari non così importanti come l’Europa, ma che gli garantiscono una certa solidità. Il fatto è che l’Occidente ha scelto le sanzioni perché non vuole usare la forza militare. Una scelta saggia proprio perché l’Europa non può reggere un confronto militare. D’altronde in tutti questi decenni, senza Usa e in parte Regno Unito, la Nato cosa sarebbe stata? La crisi in Ucraina rappresenterà una sveglia”. Lo ha detto Ian Buruma, saggista, esperto di relazioni internazionali e già direttore della New York Reviews of Book, in una intervista a La Stampa. E ha aggiunto: “Per rafforzare la propria sicurezza, il Vecchio Continente deve essere meno dipendente dagli Stati Uniti. Solo così quando un’altra crisi dovesse emergere sarà pronta”.
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