Le autorità irachene stanno valutando la possibilità che il Paese si ritiri dall’Opec qualora il gruppo respingesse la proposta di Baghdad di aumentare la propria quota di produzione petrolifera. Lo riporta dall’agenzia Shafaq News, che cita fonti interne al governo iracheno. La notizia è stata ripresa anche dall’agenzia di stampa Tass.
L’idea di ritirarsi dall’Opec rientra in un piano più ampio dell’Iraq volto a incrementare le esportazioni di petrolio e a compensare le perdite subite a causa del conflitto tra Stati Uniti e Iran, secondo quanto riferito dalle fonti. Il governo iracheno sta valutando le potenziali conseguenze del superamento del limite di produzione petrolifera fissato dall’Opec, hanno osservato le fonti. “Qualsiasi decisione di aumentare la produzione petrolifera o di ritirarsi dall’Opec” sarà, con ogni probabilità, presa dopo la visita prevista del primo ministro iracheno Ali al-Zaidi a Washington a metà luglio, secondo le fonti.
L’Iraq è il secondo produttore di petrolio dell’Opec. Le vendite di petrolio rappresentano circa il 90% delle entrate dello Stato. Baghdad esporta la maggior parte di questa risorsa energetica via mare, con circa il 95% che transita attraverso lo Stretto di Hormuz, che è stato chiuso durante la guerra condotta dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran.
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