L’autorizzazione statunitense alle transazioni relative al petrolio iraniano non si applica al Donbass, alla Crimea, alla Novorossiya, alla Corea del Nord o a Cuba, secondo la Licenza Generale X pubblicata dall’Ufficio per il Controllo dei Beni Stranieri (Ofac) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Il documento ha sospeso l’applicazione delle sanzioni unilaterali statunitensi sul settore petrolifero iraniano fino al 21 agosto di quest’anno. Lo riporta l’agenzia di stampa Tass. La licenza precisa che le restrizioni continuano ad applicarsi alle persone giuridiche “con sede nella Repubblica Popolare Democratica di Corea, nella Repubblica di Cuba”, nonché nel Donbass, in Crimea e in Novorossiya, o costituite secondo le leggi di tali territori. Allo stesso tempo, la licenza consente agli acquirenti di effettuare pagamenti per il petrolio e i prodotti petroliferi iraniani in dollari statunitensi.
Come ha confermato il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent sul suo account social X, la licenza è stata rilasciata a seguito di “colloqui produttivi” tra le delegazioni iraniana e statunitense in Svizzera. Nell’ambito di tale dialogo, il Dipartimento del Tesoro ha emesso «una licenza generale temporanea di 60 giorni che autorizza la produzione, la consegna e la vendita di petrolio iraniano», ha scritto Bessent.
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