Prezzi del petrolio poco mossi mentre il mercato cerca un nuovo equilibrio dopo una settimana di saliscendi causati dai dazi della Casa Bianca e in vista dei colloqui programmati sul nucleare tra Washington e Teheran. Verso le 11 a Parigi, il prezzo del Brent del Mare del Nord con consegna a giugno segnava un debole -0,13%, attestandosi a 63,25 dollari. Il suo equivalente americano, un barile di West Texas Intermediate, con consegna a maggio, era praticamente fermo (-0,07%) a 60,03 dollari.
“Le recenti azioni di Trump hanno creato molto nervosismo”, ha affermato Arne Lohmann Rasmussen, analista di Global Risk Management. La maggior parte dei cosiddetti dazi doganali ‘reciproci’ sono entrati in vigore e sono stati successivamente sospesi, ma la guerra commerciale con la Cina si è intensificata. Il mercato teme un calo significativo della domanda, poiché Cina e Stati Uniti, che ora applicano reciprocamente ingenti sovrapprezzi sulle importazioni, sono diventati i due maggiori consumatori di petrolio greggio al mondo. Nel frattempo domani si terranno in Oman gli attesissimi incontri tra Teheran e Washington per negoziare un possibile accordo sull’energia nucleare iraniana. Dall’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca, il petrolio iraniano è stato particolarmente preso di mira da una proliferazione di sanzioni, nell’ambito di una politica di “massima pressione”, il cui obiettivo è quello di ridurre drasticamente le esportazioni di greggio del Paese, che è tra i primi dieci produttori al mondo.
(AFP)
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