Il prezzo del petrolio torna ai livelli precedenti alla guerra in Medio Oriente. I futures a scadenza settembre sul Brent sono infatti scesi a 74,7 dollari (-2,7%), riportandosi sotto la quotazione del 27 febbraio, mentre il Wti scende a 71 dollari (-3%). Il calo è stato favorito dall’aumento del traffico di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz e dai progressi nei negoziati di pace tra Washington e Teheran, che hanno rafforzato la fiducia degli operatori. Le compagnie di navigazione stanno tornando a utilizzare apertamente la rotta, mantenendo attivi i sistemi di tracciamento satellitare dopo le garanzie di sicurezza fornite dall’International Maritime Organization. A conferma del miglioramento dei flussi, l’International Energy Agency stima che gli Emirati Arabi Uniti stiano esportando petrolio a circa l’85% dei livelli pre-conflitto, con circa 60 milioni di barili recentemente commercializzati dall’area del Golfo Persico. Nel complesso, il prezzo del greggio risulta in calo di circa il 40% rispetto ai picchi registrati durante la fase più acuta della guerra.
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