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Piano Mattei, De Molli (Ambrosetti): Grande opportunità per Italia ed Europa

“I drastici tagli agli aiuti internazionali dell’amministrazione Trump rappresentano sia una sfida significativa che un’opportunità strategica per l’Italia e l’Europa. Del resto le stime ci dicono che da qui al 2050 avremo 40 milioni di europei in meno e un miliardo di africani in più. In Italia avremo bisogno di 6 milioni di lavoratori”. Così Valerio De Molli, amministratore delegato di The European House-Ambrosetti, il think tank incaricato di monitorare le ricadute economiche e occupazionali del Piano Mattei. In un colloquio con La Stampa aggiunge: “Se da una parte la Trumponomics ha creato un vuoto che Cina e Russia stanno cercando di colmare, questo scenario offre all’Europa l’opportunità di assumere un ruolo di leadership nella cooperazione internazionale. Iniziative come il piano lanciato dal governo Meloni nel novembre 2023, che mira a stabilire partenariati paritari con i Paesi africani e a innescare una scintilla attorno alla quale aggregare anche altre risorse private, possono essere potenziate per colmare il vuoto lasciato dagli Usa. Il Sud dell’Italia si trova al centro del Mediterraneo allargato”. Alcuni progetti del Piano si stanno dimostrando più interessanti: “In Algeria il recupero di aree desertiche potrà portare alla produzione annua di 45 mila tonnellate di cereali e legumi, per un valore fino a 129 milioni di dollari e un impatto potenziale di 193 milioni, con 650 mila beneficiari attesi. Il progetto per l’elettrodotto sottomarino Elmed tra Tunisia e Italia, invece, ha una potenza installata di 600 MW e permetterà il trasporto di 4,2 milioni di MWh/anno stimati, evitando 200 tonnellate annue di CO2 e generando un valore di 420 milioni di euro l’anno di energia trasportata. Sul fronte sanitario, in Costa d’Avorio, si migliorerà l’accesso ai servizi per oltre 216.000 persone, con un valore economico stimato di 681 milioni di dollari e circa 470 morti evitabili ogni anno”. Infine De Molli sottolinea che “il Piano Mattei è nato come iniziativa italiana, ma per avere successo e legittimità nei Paesi partner deve evolvere verso una vera co-progettazione, fondata su ascolto, reciprocità e ownership africana. Negli ultimi mesi si sono registrati passi avanti significativi. La governance multilivello del Piano si è aperta maggiormente al dialogo con le istituzioni africane, assumendo un ruolo attivo nell’analisi delle esigenze locali”.

redazione

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