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Pil, Marcegaglia: Nessun dramma, ma cerchiamo alleati in Europa per vincoli più soft

“Meglio sarebbe stato uscire subito, certo. Ma non facciamo drammi. L’unico limite che questo comporta è il non poter attivare subito una maggiore spesa per la difesa. Per il resto non cambia molto: anche se il rapporto deficit Pil invece che al 3,1 fosse — poniamo — al 2,9% dovremmo comunque seguire un percorso di rientro. Inoltre anche la valutazione dei mercati non cambierebbe nella sostanza: l’andamento dello spread dimostra che l’Italia è già considerata un Paese affidabile”. Lo dice l’imprenditrice Emma Marcegaglia, ex numero uno di Confindustria, in una intervista a Il Corriere della Sera. “Se la guerra continuasse fino a fine anno potremmo avere addirittura un Pil in discesa dello 0,7%, secondo stime Confindustria. La verità è che nessuno sa come andrà a finire. Ma una certezza ce l’abbiamo, in qualunque scenario: è della crescita che ci dobbiamo preoccupare sopra a tutto”, sottolinea. E poi aggiunge: “Possiamo fare molto di più. Almeno mettiamo subito a terra ciò che è già stato stanziato! Penso ai fondi per sostenere gli investimenti delle imprese con il piano Transizione 5.0: manca ancora il decreto attuativo. Allarghiamo le procedure di semplificazione burocratica della Zes unica a tutta Italia”. Infine sulla possibilità paventata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di “muoverci da soli”, Marcegaglia spiega: “Credo che l’Italia debba cercare alleati in Europa sull’allentamento del patto di Stabilità. Ora siamo i soli a chiederlo, ma era così anche ai tempi del Covid: poi gli altri Paesi ci hanno seguito perché hanno capito che il problema riguardava tutti. Se la situazione sul piano della crisi internazionale peggiorasse ulteriormente e fossimo solo noi a trovarci in difficoltà su crescita e inflazione, allora credo anche io che avrebbe senso ‘muoversi da soli’. Il che vorrebbe dire fare più deficit. Le persone in difficoltà con la spesa e il pieno dell’automobile e le imprese in crisi vengono prima del rapporto deficit/Pil”. E ancora: “Se vogliamo di più il voto all’unanimità va superato. Un’ultima cosa: Bruxelles pensa a ridurre i vincoli sugli aiuti di Stato, ma così si mette in crisi il mercato unico. La competizione tra imprese che hanno aiuti sull’energia in uno stato sì e in un altro no non è competizione equa”.

redazione

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