“Un Consiglio europeo non così soddisfacente come lo si è presentato al pubblico italiano e, soprattutto, crescenti preoccupazioni sul Pnrr. Questo ci porta dritti al cuore delle domande: saprà questo governo riportare l’Italia alla crescita dopo oltre venti anni?”. E’ l’interrogativo che si pone l’ex premer Mario Monti in una lunga intervista concessa a La Stampa. Monti riflette e si domanda: “Ma non sarà troppo chiedere al governo Meloni quel che tanti governi non sono riusciti a fare? No, è un’esigenza assoluta. Questo governo può disporre, non per proprio merito, di risorse finanziarie senza precedenti, quelle appunto del Pnrr. Dispone, in virtù del successo elettorale, di una maggioranza ampia. E potrebbe disporre, se le capacità del capo del governo continueranno a prevalere sulle forze centrifughe presenti nella maggioranza, di cinque anni”. Insomma, se questo governo “riporterà l’Italia alla crescita, ne avrà grande riconoscimento, che dovrà condividere con l’Europa (un tempo detestata). Ma se non ci riuscisse, ne avrebbe grande biasimo: l’Italia avrebbe sprecato un’occasione unica e tanti Paesi europei additerebbero il caso italiano per indurre l’Europa ad essere più frugale nel mettere a disposizione le proprie risorse”. Monti dice ancora che “per l’Italia e per il governo è un momento di difficoltà, che dovrebbe indurci a qualche riflessione di fondo. Dovremmo augurarci tutti, specie in questa occasione, che la Commissione europea sia con tutti i Paesi, compresa l’Italia, molto rigorosa. Non credo che questo possa essere considerato un atteggiamento anti-italiano, perché è uno dei molti casi in cui sarebbe superficiale prendere per oro colato che sia davvero “interesse nazionale” quello che viene dichiarato tale dalle autorità. Spesso l’interesse nazionale è di più lungo periodo”.
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