Sul Ponte sullo Stretto di Messina “il legislatore italiano non risolve e non può risolvere il principale problema, che è quello di compatibilità con la normativa europea”, soprattutto “quella sui contratti pubblici”. Lo dice il presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, in audizione davanti alla commissione Ambiente del Senato sul dl Infrastrutture. “L’articolo 72 della Direttiva prevede in buona sostanza che, se si fa una gara su un determinato oggetto, su un ponte di un certo tipo, con uno schema finanziario, e questo negli anni cambia, occorre fare una nuova gara – aggiunge -. Ed è il tema principale che non è risolto dal decreto. Quindi, come abbiamo segnalato fin dal 2023, dal primo decreto, l’assenza di una gara”, passando “da un progetto in cui il privato era chiamato a sostenere il 60% dei costi a una decisione politicamente diversa di garantire un finanziamento integralmente pubblico, cambia completamente il quadro” e questo “richiede una nuova gara”. Busia, poi, sottolinea che “sempre in virtù di questa disposizione dell’articolo 72, occorre evitare che la spesa prevista superi più del 50% di quella posta a base di gara. E’ una soglia esplicita che la direttiva richiama”. (Segue)
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