“L’operazione TIM prevede un aumento di capitale, quindi vengono emesse nuove azioni per un ammontare importante, dato che parliamo del controllo di circa 8 miliardi. Queste azioni verranno utilizzate per gli azionisti di TIM, dandogliele in cambio delle azioni TIM stesse. Lo Stato ha compiuto un grande atto di fiducia nei nostri confronti permettendoci di emettere queste azioni. In un’ottica del genere si potrebbe anche pensare che una piccola parte di esse, magari con un contributo dell’azienda, possa andare nella direzione dei dipendenti. È un tema tutto da analizzare. Se fossimo usciti, non è detto che l’operazione TIM si potesse fare lo stesso. Per fortuna il nostro Stato controlla tante aziende anche con una percentuale del 30%. Certamente, con questa eventuale discesa fino al 50%, rimaniamo azionisti di maggioranza. Per un’azienda di sistema come questa avere il 50% è sicuramente preferibile rispetto al 30%.”. Lo dice l’ad di Poste italiane, Matteo Del Fante, in audizione in Commissione Trasporti alla Camera sul contratto di programma tra il ministero delle Imprese e Poste per il 2026-2031.
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