“Possiamo fare tutto quello che vogliamo, ma se non ha impatto sulla società è inutile”. Lo dice l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, alla cerimonia di premiazione degli Eni Award 2025, che si svolge al Quirinale. “Alla negatività di un presente molto complesso e difficile, si deve contrapporre la positività della ricerca, che è futuro”, aggiunge. Ma questo concetto “soprattutto in Europa non è così evidente – avverte il manager -. Da una parte ci sono le accademie, le università, i ricercatori che rimangono chiusi al loro interno: vedono una trafiila di papers e riconoscimenti, che sono importanti, magari qualche fondo viene assegnato, ma poi è un circolo da cui quasi mai si riesce a uscire. Questo è colpa di un sistema a tre gambe: università-accademia, istituzioni e imprese, che non amano rischiare e così accade che utilizzano tecnologie da mainstream, pronte all’uso, per poi fare marcia indietro buttando soldi e tempo”. (Segue)
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