“Oggi sono 52 milioni gli italiani che fanno la raccolta dell’umido e questo è il risultato del nostro percorso trentennale”. Lo dice Massimo Centemero, direttore del Cic, Consorzio italiano Compostatori, a un evento organizzato a Roma. “Torniamo indietro di trent’anni, a quando alcuni termini, come “compost” o “differenziata dell’umido” ancora non si conoscevano. Cinque imprenditori allora si unirono in un consorzio in modo pioneristico. La loro visione è viva ancora oggi”, aggiunge a Il Corriere della Sera. In tutta Italia, all’anno, vengono trattati 8 milioni di tonnellate di scarti a matrice organica e vengono prodotte annualmente 2 milioni e 200mila tonnellate di compost. “Ora stiamo mettendo in rete 120 milioni di metri cubi di biometano — prosegue il direttore sul quotidiano milanese — Secondo le stime del consorzio, con una raccolta a regime in tutto il Paese, potremo arrivare entro il 2025 a 10 milioni di rifiuti a matrice organica trattati e 3 milioni di fertilizzante organico prodotti, portando il settore del biowaste a 13mila addetti, generando 2,5 miliardi di euro di indotto. Nel giro di tre anni possiamo arrivare a produrre 300 milioni di metri cubi di biometano. Ma il compost sarà sempre la nostra linea guida”.
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