Difficilmente stimabile è anche il contributo del Programma alla costruzione di una filiera diffusa del riciclo del PET, che richiede il coinvolgimento degli utilizzatori finali, poiché i quantitativi raccolti dipendono dall’effettivo utilizzo dei macchinari e dal livello di sensibilizzazione degli utenti; per i Comuni, invece, i benefici economici, influenzati da fattori di mercato, possono non compensare i costi di gestione e manutenzione, solo in parte prevedibili. La Corte dei conti ha suggerito di affiancare all’installazione degli eco-compattatori campagne informative e sistemi di incentivazione, coordinati con le altre iniziative in corso, in una visione strategica volta a ridurre i divari territoriali, considerando che oltre l’80% delle istanze ammesse riguarda Comuni del Centro e Sud/Isole, dove la raccolta differenziata è meno sviluppata.
Sul piano finanziario, infine, il Programma risente di un ritardo originario, legato all’avvio nel terzo esercizio successivo alla costituzione del fondo con un’ulteriore dilatazione dei tempi di attuazione dovuta sia alle disponibilità di cassa dell’amministrazione che alla tardiva rendicontazione dei soggetti attuatori.
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