“L’azione dell’Unione europea è stata finora impotente, purtroppo la transizione circolare è quasi a un punto morto nei Paesi Ue”. Così la Corte dei Conti europea in un rapporto pubblicato oggi sull’impatto delle misure Ue sulla transizione verso un’economia circolare. Secondo lo studio, tra il 2015 e il 2021 il tasso medio di circolarità (la quota di materie prime che derivano da riciclo sul totale delle materie prime utilizzate) per i 27 Paesi Ue è aumentato di soli 0,4 punti percentuali. In Lituania, Svezia, Romania, Danimarca, Lussemburgo, Finlandia e Polonia è diminuito. Nello stesso periodo, tra il 2016 e il 2020, l’Ue ha stanziato oltre 10 miliardi di euro per favorire investimenti in economia circolare e ha fissato l’obiettivo di raddoppiare il tasso di circolarità entro il 2030. “L’ambizione dell’Ue di riciclare il doppio dei materiali durante il decennio in corso rispetto a quello precedente è come cercare di far quadrare il cerchio”, aggiunge la Corte.
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