Siamo allo scontro tra Legambiente e Italia Nostra sul tema delle rinnovabili. Una situazione che pare essere fuori controllo con pesanti accuse e controaccuse. Come riporta La Stampa, dopo gli attacchi di Legambiente alle Soprintendenze, colpevoli di “ritardi, burocrazia e contenziosi che bloccano parchi eolici e fotovoltaici”, Italia Nostra attacca frontalmente con un’accusa che ascrive Legambiente alla “lobby delle rinnovabili”. Dice il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani: “Noi non facciamo lobby con nessuno”. E ancora: “La grande questione che ci divide è che Italia Nostra è preoccupata dalle trasformazioni paesaggistiche derivanti dalle rinnovabili, trasformazioni che però sono provvisorie, perché un impianto eolico si può smantellare, ripristinando la situazione originaria – argomenta Ciafani -. Noi invece siamo preoccupati delle conseguenze permanenti, come il cambiamento climatico, le desertificazioni, il fatto che le viticolture migreranno in nord Europa perché in Italia farà troppo caldo, i fenomeni meteorologici estremi”. Dura la controreplica di Michele Campisi, segretario generale dell’associazione Italoia Nostra: “In altre occasione abbiamo avuto opinioni diverse, ma questa è la prima volta che accade con tanta nettezza e su una questione importante . Noi non siamo legati a qualche indirizzo politico come Legambiente, che è vicina ai Verdi e al Pd, e lo dico senza dare giudizi negativi, ma vogliamo rispondere con le tesi degli articoli di Romano Prodi sul Messaggero: l’apporto del nostro Paese nella riduzione dell’apporto di anidride carbonica è irrilevante. Contribuiamo per il 7% della produzione di CO? in Europa, che produce l’1% a livello mondiale. Pensiamo invece all’impatto dei pannelli fotovoltaici, realizzati in Cina che produce il 25% dell’anidride carbonica su scala mondiale”.
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