“Ci sono 350 aziende italiane che continuano a operare in Russia, malgrado la guerra e le sanzioni. Sono aziende eroiche per le quali già essere ascoltate è importante. Ho rappresentato alle autorità russe che il governo italiano è particolarmente attento alla loro sopravvivenza”. Così Matteo Salvini, vicepremier, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché segretario della Lega, in una intervista a Il Sole 24 Ore. E aggiunge: “Voglio precisare prima di tutto che si tratta di aziende che portano fatturato in Italia operando in Russia. È mio dovere da vicepremier, se mi chiamano delle imprese, ascoltarle. Ci sono 100 aziende che hanno produzione diretta in Russia e altre 250 che fanno import-export. Aziende importanti della meccanica. E non solo. Nello specifico hanno problemi nelle transazioni e nei pagamenti internazionali, con le dogane, con le esportazioni, di tipo logistico, di trasferimento di capitali fuori dalla Federazione russa. E ultimamente c’è anche il rischio segnalato da qualcuno di subire contro-sanzioni russe con sequestri di asset e contenziosi. Del resto i numeri parlano da soli. Nel 2013 l’interscambio commerciale Italia-Russia era di 30 miliardi, quest’anno si pensa di chiudere sotto gli 8 miliardi. Mentre nello stesso periodo quello Ue-Russia è passato da 200 a 50 miliardi. Un dramma”.
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