Come riporta il Corriere della Sera, Angelini Pharma realizza la più grande acquisizione mai condotta sui mercati internazionali da un gruppo farmaceutico italiano. Con un’offerta da 4,1 miliardi di dollari (3,5 miliardi di euro) la multinazionale si aggiudica l’americana Catalyst Pharmaceuticals, realtà biofarmaceutica specializzata nelle terapie avanzate per le malattie rare neurologiche e neuromuscolari. Settore, quello del cosiddetto brain health, nel quale Angelini punta a diventare player globale. Un punto “di svolta nel percorso di trasformazione” annuncia la stessa società presieduta da Thea Paola Angelini. Secondo fonti vicine all’operazione, riporta ancora il quotidiano milanese, l’acquisizione americana ha il sostegno di Cdp Equity, la holding di investimento della Cassa depositi e prestiti che entrerebbe nel capitale in fase di finalizzazione (il perfezionamento è previsto nel terzo trimestre). L’operazione vede la partecipazione dei fondi Blackstone e in particolare del team italiano guidato da Andrea Valeri, di alcuni partner internazionali e il supporto di Bnp Paribas, che agisce in qualità di unico coordinatore globale e sottoscrittore del pacchetto di finanziamento. L’advisor legale di Angelini è lo studio associato Gatti Pavesi Bianchi Ludovici.
“A seguito del completamento dell’acquisizione, Angelini Pharma intende integrare il portafoglio e l’infrastruttura commerciale di Catalyst Pharmaceuticals — si legge ancora — con le proprie competenze e i propri prodotti in Brain Health per sviluppare una piattaforma terapeutica di nuova generazione nelle Malattie Rare”.
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