Il problema della siccità, che ha attanagliato il Paese per tutta l’estate, non è affatto superato. Secondo il il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, “permane una situazione molto preoccupante perché finora è caduta mediamente la metà della pioggia consueta sull’Italia”. In particolare, a soffrire di più sono alcune zone del nord del Paese, “dove umidità, qualche pioggia e una spruzzata di neve offrono una percezione alterata della realtà”. La portata del fiume Po è in repentina diminuzione (a Pontelagoscuro c’è stato un ulteriore calo di 63 metri cubi al secondo in 5 giorni), di fatto confermandosi sotto media ormai ininterrottamente da dicembre 2020 e segnando nuovi record negativi per buona parte del 2022.
“Abbiamo appena concluso una difficile annata agraria – commenta Francesco Vincenzi, presidente di Anbi – che già guardiamo con apprensione alla prossima. Non può certo bastare qualche pioggia a risolvere una situazione di deficit idrico, che si protrae da molti mesi e la cui conseguente aridità ci costringe ad irrigare i campi per fare attecchire i semi, mentre le autobotti sono ancora all’opera per portare acqua potabile in alcune comunità. I dati confermano una situazione, che rimane complessa su molte zone del Paese”.
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