“Il caro materiali, la guerra e accoglienza, la peste suina … sono tutte emergenze e tra queste l’acqua lo è più di ogni altra, perché è legata alle colture che per loro definizione sono tempo-dipendenti. In agricoltura se tu non intervieni adesso garantendo il necessario apporto d’acqua alle risaie tu comprometti tutto il raccolto che faresti nei mesi successivi. Quindi non si può aspettare”. Così il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio a GEA sulla situazione idrica della regione. “In Piemonte si fa il 70% di riso italiano, per parlare della coltura che ha più legami con acqua. Ma tutto il settore delle produzioni di eccellenza del Piemonte, anche quello vitiniciolo ha bisogno di un minimo vitale di acqua che dobbiamo garantire”. Nei 1200 comuni piemontesi, ha spiegato “ne abbiamo intorno alla decina che hanno la necessità di riempimento notturno. La situazione è critica non è ancora di emergenza come lo è per l’agricoltura”. per questo la Regione “immagina quest’anno di mobilitare la protezione civile per garantire a quei paesi, che sono i paesi di montagna, che gli usi civili vengano salvaguardati”.
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