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Sostenibilità, cambiamento e periferie a festival ‘Reclaim’ del Cospe

Al via Reclaim, il primo festival del Cospe, l’organizzazione internazionale che dal 1983 lavora per rimuovere le ingiustizie e promuovere il cambiamento. La manifestazione riparte dalle periferie – geografiche, politiche, sociali – per riportare al centro del dibattito attivismi, movimenti di liberazione e indipendenza, forme di espressione e realtà solidali ed ecologiste ingiustamente marginalizzate. Appuntamento il 22 e il 23 maggio per un festival veramente diffuso, che si tiene in contemporanea a Bologna, Firenze, Cape Town e Cali. Fra gli ospiti Wesam Hamada, madre di Hind Rajab, la bambina uccisa a Gaza dall’esercito israeliano, il cooperante Alberto Trentini, la giornalista Cecilia Sala e attivisti da tutto il mondo.

“Un numero zero che nasce in un periodo storico di profonda incertezza, in cui i diritti fondamentali e il diritto internazionale sono violati ad ogni latitudine. Un tempo in cui le identità e i corpi non conformi vengono negati, minacciati o non riconosciuti da leggi oscurantiste, gli spazi di dissenso si restringono e la crisi climatica si intreccia con modelli economici estrattivi e diseguali. In questo scenario, il Festival sceglie di partire dalle pratiche, dai linguaggi e dalle visioni delle giovani generazioni che, in molti contesti, stanno già costruendo forme diverse di convivenza, giustizia e cura. Sono questi i semi di speranza che vogliamo rendere visibili e mettere in relazione, per aprire spazi concreti di trasformazione” dice Anna Meli, presidente di Cospe.

L’inaugurazione della manifestazione è venerdì 22 maggio in contemporanea a Bologna e Firenze. All’evento di apertura parteciperanno i sindaci delle 4 città coinvolte nella manifestazione: Matteo Lepore per Bologna, Sara Funaro per Firenze, Geordin Hill-Lewis per Cape Town e Alejandro Eder per Cali. Sul palco anche Anna Meli, presidente del COSPE (ore 16,30 al Baumhaus di Bologna e all’Impact Hub di Firenze). Rivendicare, riprendersi, recuperare, questo il filo rosso che orienta il programma di Reclaim che si snoda su 5 direttrici tematiche. Oltre 50 ospiti per 17 incontri offriranno al pubblico un punto di osservazione non convenzionale sul mondo. A Reclaim analisi e testimonianze di chi osserva, vive e agisce il cambiamento ribalteranno la narrazione di centro e periferia.

Una sezione per esplorare il modo in cui il potere viene esercitato e come le persone e i gruppi si organizzino per contrastare le ingiustizie. Al centro di questo filone di incontri i femminismi e la comunità queer per una riflessione su identità, diritti e pratiche collettive. Fra gli ospiti gli attivisti e le attiviste di Tunisia, Sudafrica e Italia che interverranno a “Resistenze Queer”, un momento di approfondimento per dare spazio alle storie, ai corpi e alle lotte delle comunità queer (venerdì ore 17, Bologna). L’illustratrice spagnola Lola Vendetta, la vignettista Anarkikka e la fumettista Sara Menetti, invece, prenderanno parte a “Matite Ribelli”, un confronto tra artiste femministe con diversi background, sul tempo che viviamo e su come affrontarlo tra ironia e ribellione (sabato 16.45, Bologna). In “Femminismi in dialogo: diritti, comunità e resistenze” il pubblico sarà invitato a un dialogo con alcune delle voci più interessanti del femminismo contemporaneo, con le attiviste Djarah Khan, Anila Noor e Noura Ghazuoi e il collettivo di donne arabe e palestinesi Qumi (sabato ore 19.30, Bologna).

Reclaim Future. Uno spazio per guardare alle prospettive possibili, l’accento è sulla partecipazione delle nuove generazioni e sulla progettazione di soluzioni che tengano conto dell’ambiente, della cura delle persone e della giustizia sociale. Fra gli ospiti di questa sezione, la giornalista Cecilia Sala che interverrà in “Dalle periferie al mondo: la generazione che protesta”. Al centro dell’incontro una nuova generazione che scende in piazza e prende parola ridefinendo le forme del conflitto e della partecipazione (venerdì ore 17, Firenze). In “No Planet B” invece le attiviste per il clima Alice Pomiato (@Aliceful), Chloe Bertini e Silvia Moroni (@Parla sostenibile) parleranno di lotta per il clima e di battaglie per i diritti, l’equità sociale e la giustizia globale, mettendo in discussione modelli di sviluppo insostenibili e narrazioni dominanti (sabato, ore 11.30, Firenze). A seguire, in collegamento con Cali, in Colombia, “Legàmi: dal quartiere al mondo” per raccontare come le comunità possano diventare motore di cambiamento attraverso cultura, partecipazione e creatività con Davide Cerullo, nono di quattordici figli, cresciuto a Scampia, che a 14 anni guadagnava un milione di lire al giorno e a 16 ha avuto la sua prima pistola e che porterà la sua esperienza di riscatto con “L’albero delle storie di Scampia”, la onlus che vuole portare normalità in un quartiere complicato. Insieme a Cerullo, il regista e scrittore Ernesto Pagano, autore anche del documetario Napolislam, un punto di vista anticonformista sulla religione islamica.

Reclaim Voices dà spazio all’approfondimento e allo slow journalism con punti di vista spesso trascurati nei media e nelle narrazioni dominanti, uno spazio dove emergono storie e analisi che aiutano a comprendere dinamiche complesse e a costruire un dibattito pubblico più inclusivo e informato. Si comincia sabato alle 10 a Firenze con “Mappamondi Live: Sudafrica la nazione arcobaleno”, un appuntamento dedicato all’attualità e alle trasformazioni sociali del Sudafrica, uno dei Paesi più complessi e dinamici del continente africano per parlare di sfide politiche, disuguaglianze sociali, memoria storica e nuove prospettive di cambiamento. Insieme ai giornalisti Rai Giammarco Sicuro e Veronica Fernandes, ideatori del format Mappamondi, interverrà anche Paolo Israel, docente di storia dell’Università di Cape Town. Si continua con un approfondimento sulla Colombia sempre sabato alle 14,30 a Bologna questa volta con “Mappamondi Live: Colombia, laboratorio dell’America Latina” che insieme ai conduttori Sicuro e Fernandes, vedrà il contributo di Lina Scarpati, scrittrice colombiana e della giornalista di Avvenire, Lucia Capuzzi. In collegamento Paolo Vignolo, docente di storia dell’Università nazionale di Bogotà.

Una parte dedicata al grande evento conclusivo che si concentra su responsabilità, memoria e risposte collettive alle ingiustizie e raccoglie storie di cooperazione e resistenza e uno spettacolo di solidarietà e sostegno al popolo palestinese. Sabato 23, alle ore 20,30 allo Spazio Alfieri di Firenze, si comincia con “Restare umani: storie di cooperazione e resistenza”, un’intervista pubblica del giornalista Marco Damilano al cooperante veneziano Alberto Trentini, trattenuto ingiustamente in arresto a Caracas per 423 giorni, senza nessuna accusa formalizzata. A seguire “Arte Drag: rivoluzione e resistenza”, una performance di Priscilla, attivista queer, antifascista e transfemminista in favore del popolo palestinese. Il festival si conclude con “Letture e testimonianze da e su Gaza”: fra gli ospiti dell’evento di chiusura la cantante Margherita Vicario. Partecipano Youssef Hamdouna, cresciuto a Gaza e oggi operatore umanitario della Ong Educaid e Wesam Hamada, madre di Hind Rajab. In collegamento da Gaza Mohammed Al Essi direttore artistico di Theater day Production, l’organizzazione no profit che si occupa di teatro e dal 2000 opera nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Le musiche della serata sono di Emad Shuman, musicista e mediatore culturale, che collabora con l’Orchestra Multietnica di Arezzo. Lo spettacolo finale prevede, al momento dell’iscrizione, una donazione i cui proventi saranno destinati proprio al Theater Day Production, partner di COSPE.

Anche una sezione dedicata ai momenti di svago e convivialità dove il divertimento diventa occasione di scambio culturale e di ricostruzione di legami. Rientrano in questa parte di programma il dj set e l’aperitivo delle serate di venerdì e l’incontro di sabato alle 21,30 “L’intervista impossibile” con Alessio Marzilli di Propaganda live condotto da Azeb Luca Trombetta, un momento che mescola teatro, cinema, satira e introspezione, giocando con i confini tra realtà e finzione.

redazione

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