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Spazio, Urso: Serve un asse europeo per l’industria

Se vogliamo che l’Europa diventi una vera potenza spaziale del XXI secolo, tale ambizione deve tradursi in capacità concrete, autonome e competitive. Ciò significa una base industriale più forte, in grado di competere a livello globale. Ci auguriamo che la Commissione condivida la necessità di sostenere il processo di creazione di attori industriali europei dotati delle dimensioni, delle capacità tecnologiche e della competitività richieste dal mercato globale”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in un’intervista a Milano Finanza. “Oggi la nostra Avio fornisce i vettori della famiglia Vega, sotto la bandiera dell’Esa, e contribuisce in modo sostanziale anche al vettore francese Ariane 6. L’autonomia europea deve quindi essere credibile, economicamente sostenibile e competitiva su scala globale. Deve preservare una pluralità sufficiente di capacità industriali e tecnologiche, garantendo al contempo agli Stati membri un accesso affidabile e indipendente allo spazio”, aggiunge. Sulle comunicazioni satellitari “l’Italia è stata in grado di assicurare una sua rete satellitare di comunicazione e di osservazione della Terra. Si tratta a livello nazionale di piccole costellazioni (COSMO-SkyMed ed altre a valenza anche dual-use), mentre contribuisce in modo sostanziale alle costellazioni europee Galileo (navigazione) e Copernicus (osservazione della Terra). L’avvento di operatori privati degli Usa ha cambiato profondamente lo scenario, introducendo un fattore ‘commerciale’ molto importante. Credo che l’Europa faccia bene ad ipotizzare sue costellazioni satellitari in ambito comunicazioni (vedi IRIS2), su cui molto può fare la nostra industria, ma anche a livello nazionale stiamo lavorando su un progetto che sia poi interoperabile con altre costellazioni, sia europee che nazionali”. Per Urso “Il grande vantaggio della nostra industria aerospaziale è proprio quello di avere grandi attori, Leonardo ‘in primis’, ma anche pmi che rafforzano la filiera industriale, rendendola resiliente ed innovativa. Non è un caso che il settore spaziale italiano cresca in tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud, con ben 16 distretti regionali aerospaziali. Il nostro compito è quello di rafforzarlo, prevedendo finanziamenti a livello europeo (si guardi il successo dell’utilizzo dei fondi Pnrr, tutti impegnati nei tempi previsti). La stessa legge nazionale sullo Spazio, approvata nei mesi scorsi ed in via di progressiva attuazione, prevede un Fondo per l’economia dello spazio, rivolto soprattutto a stimolare e far crescere startup e piccole imprese”.

redazione

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