“La drammatizzazione del Superbonus è una lettura semplicistica. Sarebbe più opportuno parlare di una cessione dei crediti, questione che non nasce di certo oggi. Abbiamo ereditato una situazione pesantissima, intervenire è un atto di responsabilità e di serietà nei confronti dei cittadini e delle imprese a cui sono state promesse ricche e gratuite prebende. La tavola è stata apparecchiata in grande spolvero, ma nessuno si è preoccupato di verificare che il menù fosse sostenibile per le casse dello Stato”. Così Federico Freni, sottosegretario all’Economia. Freni, in una intervista a Il Corriere della Sera, continua: “L’effetto del Superbonus sui conti pubblici non si è esaurito: non mi sento di escludere altri interventi in aggiunta al décalage già previsto dal primo gennaio, che porterà la detrazione al 70%”. Poi ancora sulla Nadef: “Non credo sarà necessario rivedere le stime inserite nel Def: la crescita resterà all’1% e mi pare prematuro cambiare anche l’1,5”.
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